Smart Working: una realtà che esiste - Speciale Workshop

Smart Working: una realtà che esiste – Speciale Workshop

20 dicembre 2016
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Il team di Professione Personale ha approfondito l’ argomento sullo Smart Working durante il workshop del 12 Dicembre, insieme alle aziende del nostro territorio presso la sede di Itaca S.r.l di Terni

Smart Working: una realtà che esiste. Il nuovo approccio all’organizzazione aziendale che punta ad  integrare le esigenze individuali del lavoratore  con le esigenze e gli obiettivi lavorativi dell’impresa.

Lo smart working rappresenta il futuro delle Risorse Umane e mette in campo alcuni temi che è necessario affrontare, spiega David Trotti di Professione Personale.

“Modifica i concetti di luogo e di orario di lavoro e per questo dovrebbe distinguersi, ma allo stesso tempo relazionarsi, con il basilare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.”

Il DDL pone alcune domande a cui non è facile dare risposta:

  1. Lo smart worker deve lavorare la domenica?
  2. Ha diritto al buono pasto?
  3. Cosa succede se subisce un infortunio?

C’è anche il tema delle sanzioni disciplinari:

“Quali condotte possono dar luogo a sanzioni, in aggiunta a quelle previste dal Ccnl?” Il disegno di legge insomma, pur valido, si scontra con problemi concreti”.

Il concetto di smart working comprende molteplici aspetti ed elementi:

  1. La flessibilità nella prestazione lavorativa di tipo orario oppure di tipo spaziale e le forme di welfare aziendale per facilitare i lavoratori genitori o impegnati in forme di assistenza parentale;
  2. È necessaria una rivisitazione delle Risorse Umane dal proprio punto di vista, rivedere il proprio ruolo in un’ottica di flessibilità e disponibilità con il management;
  3. Le modalità e gli strumenti di lavoro tecnologici “agili” ed avanzati che permettono l’accesso ai dati aziendali da remoto;
  4. L’ analisi e il monitoraggio costante dei risultati del lavoro per valutare l’efficienza del personale e del raggiungimento degli obiettivi aziendali.

La novità dello smart working quanto piace ai responsabili del Personale?

Un’indagine commissionata da Citrix (azienda che si occupa di spazi di lavoro mobili) ad Ales Market Research, riporta l’intervista di 300 Responsabili di Risorse Umane (o addetti alle risorse umane con funzioni di responsabilità) che hanno affermato la presenza dello smart working come parte integrante della vision futura dell’azienda.

I vantaggi percepiti dello smart working. L’84% dei responsabili afferma che questa modalità di lavoro offra maggior flessibilità all’ organizzazione, permette ai dipendenti di connettersi ovunque e con qualsiasi dispositivo e che rende il posto di lavoro ancora più appetibile.

L’81% del campione è anche convinto che lo smart working migliori la produttività dei dipendenti, permettendo loro di essere operativi dove e quando ci sia bisogno.

Gli svantaggi emersi. Alcuni responsabili delle risorse umane intervistati vede nello smart working un pericolo concreto per la dimensione sociale dell’azienda e teme anche la mancanza di controllo possa influenzare negativamente le performance lavorative dei dipendenti.
Inoltre, viene percepito come un investimento altamente costoso o che non sia di priorità nell’ agenda dei dirigenti. La mancanza di regole definite e responsabilità chiare rappresenta un ostacolo per il 57% del campione, mentre per il 56% il problema è soprattutto a livello di cultura aziendale.

Un dato importante è nel 55% delle aziende che non si sentono pronte a supportare lo smart working dal punto di vista tecnologico e per tutto ciò che riguarda la sicurezza.